La natura delle cose ama celarsi

The nature of things loves to hide

Paper, fabric, resonant object, 21 x 30 cm

2019

“La natura delle cose ama celarsi” (The nature of things loves to hide) is a path of research in continuous evolution, which deals with the dynamics of massification and accumulation of the creation and fruition processes, put in relation with the inevitable impermanence of everything. Necessity, experience, attention, memory, oblivion, presence, annihilation, abandonment are some of the themes explored through intermedial and transitory works, characterized by a common critical thought towards the dispersion caused by the contemporary mediatic collapse.

“La natura delle cose ama celarsi” è un percorso di ricerca in perpetuo divenire, in cui vengono affrontate le dinamiche di massificazione e accumulo dei processi di creazione e fruizione poste in relazione con l'inevitabile impermanenza che accomuna ogni cosa. Necessità, esperienza, attenzione, memoria, oblio, presenza, annullamento, abbandono sono alcuni degli aspetti indagati attraverso opere intermediali e transitorie, connotate da un comune pensiero critico nei confronti della dispersione derivata dal collasso mediatico contemporaneo.


References

Raymond Murray Schafer. The Tuning of the World, Knopf, 1977
Eraclito. Frammenti, Marcos y Marcos, 1996
Georg Grimm. Gli Insegnamenti del Buddha, Mediterranee edizioni, 1994
Vito Sorbello. Arthur Rimbaud, Non sono venuto qui per essere felice - Corrispondenza, Aragno, 2014
Marcel Duchamp. Ingegnere del tempo perduto, Abscondita, 2009
John Cage. Silenzio, Shake, 2008
Don Delillo. Body Art, Einaudi, 2001
Goffredo Parise. I sillabari, Adelphi, 2006
Robert Walser. Poesie, Casagrande, 2019
Gilles Clément. Breve trattato di arte involontaria, Quodlibet, 2019
Alighiero Boetti. Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo, 1974

Transient Mobiles

Dispositivi monofonici per composizioni effimere
The Transient Mobile is a portable monophonic device with an anonymous and inert look. In this first version it looks like a stony stele with no ornaments. Each “multiplo” includes a device which preserves unique sounds with no duplicates, different from each other in quality, organization and length. When stimulated by a tactile action, the device plays the sounds in form of vibrations, so that they will be audible by a single user through its own bone apparatus, which thus becomes a means of propagation. The play starts and lasts up to the release. At the next contact the listening will start from where it was interrupted. There are no outputs or volume regulations, ther’s no way to move back and forward in the track, which won’t be able to be listened again after its conclusion.

Il Transient Mobile è un device monofonico portatile dall'aspetto anonimo e inerte, che in questa sua prima versione appare simile a una stele di pietra priva di ornamenti. Ciascun multiplo integra un dispositivo che conserva al suo interno suoni unici dei quali non esiste alcun duplicato, diversi tra loro per qualità, organizzazione e durata. Stimolato da un'azione tattile il dispositivo avvia una riproduzione in forma di vibrazione, rendendo i suoni udibili dal singolo fruitore attraverso il proprio apparato scheletrico che diventa così mezzo di conduzione. La riproduzione inizia e prosegue fino al rilascio. Al successivo contatto l'ascolto ripartirà da dove lo si era interrotto. Non ci sono output o regolazioni di volume, come non c'è modo di muoversi temporalmente nella riproduzione della traccia che dopo la sua conclusione non potrà essere ascoltata di nuovo.




Therefore the fruition happens and lasts only “in the moment” and the only adjustable parameters are the location and the temperament of the listener. At the end of the experience what remains are the object and its content, realized in such a way that any extractive attempt would be destructive and destined to failure. What it was listened can only be evoked through the memory of the experience in the listener’s favourite manners, with the possibility to accept and include some of the author’s suggestions.

La fruizione quindi avviene e dura soltanto "nel momento" e i soli parametri regolabili sono la scelta del luogo e la disposizione di chi ascolta. Al termine dell'esperienza rimarrà l'oggetto e il suo contenuto, realizzato in modo da rendere fallimentare e distruttivo ogni tipo di intervento estrattivo. Ciò che si è ascoltato potrà quindi essere solo evocato attraverso il ricordo dell'esperienza nelle modalità preferite dal fruitore, con la possibilità di accogliere e integrare alcune indicazioni suggerite dall'autore.



References

Laurie Anderson. Handphone Table, Museum of Modern Art, 1977
Stanley Kubrick. 2001 odissea nello spazio, 1968
Edvard Munch. Melancholy, 1893
Edvard Munch. Evening Melancholy, 1896
Gérard de Saint-Jean. Saint John the Baptist in the Wilderness, 1490 c.a.
Albrecht Dürer. Melencolia I, 1514
Auguste Rodin. Il Pensatore, 1902

Tangles

Sommario spontaneo di memorie sensoriali

L'odore caldo di sole sprigionato dal granito sul balcone di mia nonna
nel pieno della primavera sul finire degli anni blu

Il profumo bianco e secco intorno alla pelliccia di mia madre
che addolciva l'afrore dei sedili invernali sulla 92
lungo la circonvallazione della città

La segatura al neon, bagnata dalla pioggia del primo autunno
sulla soglia dell'atrio della scuola di via Vivaio

I suoi capelli grigi raccolti in una crocchia fermata appena sopra la nuca
che scopriva il collo magro di lavanda e lacca

Il cinturino di pelle dell'orologio di mio nonno

L'effetto della calamita sulla vecchia televisione in bianco e nero
nel pieno degli anni blu

I sotterranei delle scuole di via Poerio

Le notti più fredde. Il suono del giallo

Il tè africano a casa di Barbara e Franco

Il nylon della prima notte in tenda

Le valigie semi-aperte prima della partenza per il mare

Il sapore di sangue dopo quella corsa al parco Forlanini

I treni in lontananza dalla camera di via Soperga

I cespugli di Timo sull'isola di Kytira

La stoffa dei sedili sul pullman per la colonia estiva

L'odore della cassetta degli attrezzi di mio padre e ora della mia


Grisaille

Monocromi poliritmici di superfici irregolari


Colore neutro per eccellenza e unico ad essere complementare a se stesso.
In base alla luce è possibile individuarne 16 gradazioni. Colore dell'assenza di stimoli e dell'anonimato, ma anche del forte equilibrio interiore.

Immobile senza movimento né suono.
Autoprotezione, distaccamento, introspezione. Prendere tempo.

Colore della pietra. Colore acromatico. Non è un territorio occupato ma una frontiera, un confine tra zone diverse. Assenza di emozione, stretto rapporto con la pietra venerata per millenni in particolare da Célti, Nativi d'America e Giapponesi.
Pietre per circoscrivere uno spazio sacro, primo materiale su cui l'uomo ha scritto, ha eretto luoghi di culto, ridotta in polvere per ottenere particolari colori.
La via di mezzo. Il colore del punto di vista, muta il significato a seconda di come lo guardiamo, si presta ad essere un punto di sosta, di osservazione del mondo circostante. Un momento per prendere respiro.

Un momento sospeso, di attesa, necessario per spegnere i condizionamenti.
E capire il cuore.


References

Alighiero Boetti. Cimento dell'armonia e dell'invenzione, Insicuro Noncurante, 1966-75


Aderenze

Tra forme di pigrizia e contemplazione






Hidden Scores

 

La steganografia è una tecnica che si prefigge di nascondere la comunicazione tra due interlocutori. Il termine è composto appunto dalle parole greche στεγανός (coperto) e γραφία (scrittura). Occulto è un termine che deriva dal latino occultus e si riferisce alla conoscenza di ciò che è «nascosto», o anche alla conoscenza del soprannaturale, in antitesi alla «conoscenza del visibile», ovvero alla scienza ufficiale.

 

25/11/2020 — Malgrado col tempo si sfaldi

In condizione d'ascolto

In listening condition

Marble and clay

2020

If I try to put in words what I am chasing,
before it escapes among the infinite possible visions,
I kill it instantly.
The aura evaporates and the necessity loses itself.
Everything would be traced back to an empty and superfluous exposition of facts.
Although it falls apart over time, it cannot be explained.

It cannot be explained.

Esprimere a parole ciò che inseguo
prima che sfugga tra le infinite visioni possibili
ne provocherebbe la morte sul colpo.
Ne sarebbe disgregata l'aura, persa la necessità.
Tutto sarebbe ricondotto a una vacua e superflua esposizione dei fatti.
Malgrado col tempo si sfaldi non si può spiegare.

Non si può spiegare.

Installations / Accumulations

Cava Nardini, Vellano (PT)

The beginning coincided with the willingness to listen, fueled by a pulse (in spite of everything). Accepting the wait, submitted to the case to reveal the ego and its obsessions. Believing in spells and good luck without looking for symbolic meanings that hinder and indeed prevent poetry and mystery. In balance projected on the threshold of the impossibility of returning to an unknown future.
The boulder hides voice, water, fire; silent and still, it conceals a flow of springs and a blaze of fires.

L'inizio ha coinciso con la disposizione all'ascolto alimentato da una puls(az)ione nonostante tutto. Accogliere l'attesa, sottomettersi al caso per rivelare l'io e le sue ossessioni. Credere negli incantesimi e nella buona sorte senza ricercare significati simbolici che ostacolano e anzi impediscono la poesia e il mistero. In equilibrio sulla soglia del'impossibiltà del ritorno proiettati verso un futuro sconosciuto.
Il macigno nasconde voce, acqua, fuoco; muto e fermo cela uno scorrere di sorgenti e un divampare di fuochi.

Pursuing what escapes and cannot be grasped. Reality is where it gets stuck.
An ode to breaking.

Inseguire ciò che sfugge e non può essere afferrato. La realtà è dove si inceppa.
Un' ode alla rottura.

In a poem Mayakovsky repeats for a page and a half

In una poesia Majakovskij ripete per una pagina e mezzo

Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac

... and that day, hearing the sound of a bamboo hit by a stone, I forgot everything. The ideas that crowded my mind have vanished, the twisted thoughts have dissolved.

...e quel giorno, sentendo il rumore di un bambù urtato da un sasso tutto ho dimenticato. Le idee che mi affolavano la mente sono svanite, si sono dissolti i pensieri contorti.

Il passato è il principio del nuovo

The past is the beginning of the new

Slide from photographic printing

2000-2020

The light of the fancy is sacred.

Our memories are divine images because memory is not subject to the ordinary laws of time and space. Assembling pre-existing fragments to bring out new temporal orders. Avoid as much as possible a choice of meanings, so as to be able to use the means of expression as they are, with their infinite possibilities of signification.

La luce delle fantasticherie è sacra.

I nostri ricordi sono immagini divine perché la memoria non è soggetta alle leggi ordinarie del tempo e dello spazio. Assemblare frammenti preesistenti per far emergere nuovi ordini temporali. Evitare per quanto possibile una scelta di significati, così da poter usare i mezzi espressivi come sono, con le loro infinite possibilità di significazione.

Abandoning oneself to chromatic mutations, dissipating all knowledge, every story project, staying outdoors, in a summer fog or under the first snow, it's like believing that there is a symbiosis between the spirit and natural reality.

Abbandonarsi alle mutazioni cromatiche, dissipando ogni sapere, ogni progetto di racconto, restare all'aperto, in una nebbia estiva o sotto la prima neve, è come credere che esista una simbiosi tra lo spirito e la realtà naturale.

Klasto

Serena stone slab

2019

And from gray a flash of suggestions, an encounter between history, places, matter, symbol, metaphor. The dialogue with the environmental and physical sound around it, from the people and from the surfaces that shape it.

There is in the life of the man a suffering associated with being a changing compound of aggregates in the world. Checking the grains of sand in an hourglass, is the only way available to man to perceive time as lived and not abstract. The pietra serena, stratified sand made compact by millenary temporal processes, has become an instrument, pretext and substance of knowledge and imagination.
Matter with autonomous, evident and significant intelligence.

E dal grigio un'apparizione di suggestioni, un incontro tra storia, luoghi, materia, simbolo, metafora. Il dialogo con il suono ambientale e fisico intorno, delle persone e delle superifici che lo modellano. Esiste nella vita dell'uomo una sofferenza associata indistricabilmente all'essere nel mondo un mutevole composto di aggregati. Controllare i granelli di sabbia di una clessidra è l'unico modo a disposizione dell'uomo per percepire il tempo come vissuto e non astratto.

La pietra serena, sabbia stratificata e resa compatta dai processi temporali millenari è diventata strumento, pretesto e sostanza di conoscenza e immaginazione.
Materia dall'intelligenza autonoma, evidente e significante.

Suggesting the importance of being. Summoning without declaring.
Always refer to the threshold. There's no resolution but continuous tension.
Stimulating active memories to trigger impermanent but aware traces.

Suggerire l'importanza dello stare. Evocare senza dichiarare.
Rimandare sempre alla soglia. Non c'è risoluzione ma continua tensione.
Stimolare ricordi attivi per innescare tracce impermanenti ma consapevoli.


References

Bruno Corà. Collezione Burri, Fondazione Palazzo Albizzini, 2014
Emmanuel Carrère. Io sono vivo voi siete morti, 2012
Menoventi. L'incidente è chiuso, 2019
Nyogen Senzaki, Paul Reps. 101 storie ze, Adelphi, 1973
Charles Simic. Il cacciatore di immagini, Adelphi, 2005
Yves Bonnefoy. Edward Hopper. La Fotosintesi dell'essere, Abscondita, 2018
Ernst Jünger. Al muro del tempo, Adelphi, 2019


21/12/2020 — Recording is on

"Down there, underwater, the disintegration process is the only force in progress. But here on land, once the cathedral is recovered, there will be other forces that will not work in a disintegrating sense; forces of reparation, of renewal. Forces that will build , they will recompose, they will create forms, and in your case, Mr. Fernwright, they will restore. This is why she is so needed. It is she, together with all the others, who with her work, will be able to prevent the disintegration process. Do you understand, Mr. Fernwright?"

"Laggiù, sott’acqua il processo di disgregazione è l’unica forza in atto. Ma qui sulla terraferma, una volta recuperata la cattedrale, ci saranno altre forze che non opereranno in senso disgregativo; forze di riparazione, di rinnovamento. Forze che costruiranno, ricomporranno, creeranno forme, e nel suo caso, Mr. Fernwright, restaureranno. È per questo che lei è così necessario. È lei, insieme a tutti gli altri, che col suo lavoro, potrà prevenire il processo disgregativo. Capisce, Mr. Fernwright?”


Atelier nomade: prima apertura su Jitsi

Nomadic atelier: first opening on Jitsi

NUB / Buonfanti42

15/12/2020

Rough cut-up from the call


[...] I don't know anyone in udine unfortunately I have to go soon because I have a meeting too many words I don't have anything prepared working on audio excerpts decomposed debris lotus flower comes from mud you made me think many short circuits but I have to escape m. she swabbed here it is raining and I have to go and pick her up at the station at minus twenty I have not seen the sun for 10 days the auditorium of rome l'antoniano in bologna and then sant'antimo an organ added a range of action obstacles to shape the sound not according to a predetermined taste but by welcoming the intelligence of the material in the need to touch and from the contact of the sound that crosses the matter and comes out modified codify and organize giving shape to obsessions already beyond the form of liberation [...]

[...] io non conosco nessuno a udine purtroppo tra poco devo andare perché ho una riunione troppe parole non avere niente di preparato lavorare su stralci audio detriti scomposti il fior di loto nasce dal fango mi hai fatto pensare molti cortocircuiti ma devo scappare m. ha fatto il tampone qui sta diluviando e devo andare a prenderla in stazione alle meno venti non vedo il sole da 10gg l’auditorium di roma l’antoniano a bologna e poi sant’antimo un organo aggiunto un raggio d’azione materiali conduttori di suono ostacoli per modellare il suono non secondo un gusto predeterminato ma accogliendo l’intelligenza della materia nel bisogno di toccare e dal contatto del suono che attraversa la materia e ne esce modificato codificare e organizzare dare forma alle ossessioni già oltre la forma di liberazione [...]

Indagini sul campo intorno all'Abbazia di Sant'Antimo - sezione foto

Field surveys around the Abbey of Sant'Antimo - photo section

Castelnuovo dell'Abate (Montalcino)

May, 2006




Trying to give shape to the obsessions, while the evocation has imposed itself on the finished form. Having overcome the concept of the user as a completion of the work, we should today consider the hypothesis that artist, work and user coincide and that this relationship can continue to exist and change over time. We are means, interfaces, passages, connecting bridges that favor a determined and involved flow of places, spaces, faces, times in continuous dynamic tension.

Cercando di dare forma alle ossesioni, mentre l'evocazione si è imposta sulla forma compiuta. Superato il concetto del fruitore come completamento dell'opera, dovremmo oggi considerare l'ipotesi che artista, opera e fruitore coincidano e che questa relazione possa continuare a esistere e trasfomarsi nel tempo. Siamo tramiti, interfacce, passaggi, ponti di collegamento che favoriscono un determinato e coinvolto fluire di luoghi, spazi, volti, tempi in tensione dinamica continua.


The creation process is itself a pulsating work; the navigations that lead to certain landings, from which new goals arise, expand and retreat like the tides in a perpetual becoming. In this sense, obsession and the very concept of "final product" should no longer be taken into consideration because there is no one or the end. What matters instead is to decide when, in what form and for how much to share something. The final result, the final product in whatever form it is proposed, must not be confused with the goal, which has as its objective that of triggering future relational actions, born spontaneously from active memories arising from the experience of those who have lived the work.

Il processo di creazione è già di per sè opera pulsante; le navigazioni che portano a certi approdi, da cui scaturiscono nuove mete, si espandono e si ritirano come le maree in un perpetuo divenire. In questo senso l'ossesione e il concetto stesso di "prodotto finale" non andrebbero presi più in considerazione perché non esiste una o la fine. Ciò che importa invece è decidere quando, in che forma e per quanto condividere qualcosa. Il risultato finale, il prodotto finale in qualunque forma lo si proponga, non deve confondersi con il fine, che ha come obbiettivo quello di innescare future azioni relazionali, nate spontaneamente da ricordi attivi scaturiti dall'esperienza di chi ha vissuto l'opera.


Partitura entropica

Entropic score

Old drawings burned on canvas

2020

Distacco, abbandono
Lasciare tempo, creare spazio

Dal micro al macro
L'incredibile esiste perché esiste
I suoni del mondo creano eventi che non si è soliti sentire
Vita che evoca se stessa
Istanti estesi, nello spazio, nel tempo
Tracce incisive e transitorie


References

P. K. Dick. Gù nella cattedrale, La Tribuna, 1979
Wim Wenders. Room 666, 1982
Laurie Anderson. Big Science, 1982
Paolo Rosa. Il mnemonista, 2000


09/01/2021 — Turning point

Accumulation - I

2019 / 2020



Not what you look and hear but what you whatch and feel.
It is not created here, it is found.
In this we admit anything as raw material;
a mechanism that is an inexhaustible and self-generating structure of thought
disconnected from subjective schemes.

Beauty is the impossible that suddenly comes true.

go out into the garden without referring to any practice with the utmost delicacy you will soon become a piece of neutral-colored paper it would be enough for you to represent the roundness of this material vigor and effectiveness as smooth as possible and from a distant window a dirge with a woman's voice in a dead language but it doesn't make much difference - the rite, no matter how private, is by definition interminable

Non ciò che si guarda o si ascolta ma ciò che si vede e si sente.
Qui non si crea, si trova.
In questo ammettiamo qualsiasi cosa come materia prima;
un meccanismo che è struttura di pensiero inesauribile e autogenerante,
slegato da schemi soggettivi.

La bellezza è l'impossibile che improvvisamente si s'avvera.

esci in giardino senza far riferimento a nessuna pratica con la massima delicatezza diventerai ben presto un pezzo di carta di tinta neutra ti basterebbe rappresentare la rotondità di questa materia vigore ed efficacia quanto più levigato possibile e da un finestra lontana una nenia con voce di donna in una lingua morta ma non fa molta differenza - il rito, non importa se privato, è per definizione interminabile


Ritratto e autoritratti / Relazioni e accostamenti

Portrait and Self-Portraits / connections and combinations

b/n, 35mmm

Carvoeiro, 2002 - Copenaghen, 2000 - Milano, 1996

Difficult but necessary to remain lucidly present in my time, trying not to interpret my work or deluding myself that it should not concern me. But whitch is my time? A time when memory appears to be eternal, preserved in vertigo of accumulations that transform us into living databases but deprived of direct experience and active memories. We live with the constant possibility of bringing the past back to the present in a few quick swipes of fingers, but the problem arises when that past, which often has not yet ended, remains physically alive in the present. So when does the future come? And then why should we want a future that seems to be nothing more than the repetition of what has already been experienced? Wouldn't it seem like being trapped in a present that doesn't exist, in which nothing appears more authentic?

What is the time we live made of? About the way we live it?

Difficile ma necessario restare lucidamente presenti in questo nostro tempo, cercando di non interpretare il mio lavoro o illudendomi che la cosa non mi debba riguardare. Ma qual è il mio tempo? Un tempo poi in cui la memoria ci appare eterna, conservata in vertigini di accumuli che ci tasformano in database viventi ma privati di un vissuto diretto e di ricordi attivi. Viviamo con la possibilità costante di riportare il passato al presente in poche e rapide strisciate di dita, ma il problema si presenta quando quel passato, che spesso non si è ancora concluso, rimane fisicamente vivo nel presente. Quando arriva quindi il futuro? E poi perché si dovrebbe desiderare che arrivi un futuro che non sembra essere altro che la ripetizione di ciò che è già stato vissuto? Non sembrerebbe di ritrovarsi intrappolati in un presente che non esiste, in cui niente appare più autentico?

Di cosa è fatto il tempo che viviamo? Del modo in cui lo viviamo?


Atelier nomade: esplorationi

Nomadic atelier: explorations

Vellano, cava Nardini

31/12/2020

"She stopped listening to the weather forecast. SHe took the weather as it came, freezing rain and windy days and the great humps of the boulders on the slopes, like clan emblems pulsing with thunderstorm light and starkness and time. She spent hours on the computer screen, watching the footage from the edge of a two-lane highway in a town in Finland online. It was late at night in Kotka, Finland, and she was watching the screen. It was interesting because it was happening right now, while she was sitting there, and because it happened twenty-four hours a day, no faces, just cars going in and out of Kotka, or just the empty street in the downtime. She liked downtime more than anything else. She sat and watched. It was irresistible, real enough to resist the fact that nothing happened. She drew strength from that fact. It was three in the morning, in Kotka, and she waited for the first car to arrive - without asking yes who occupied it. It was simply Kotka. It was the sense of organization, a place limited by a fixed frame, as it was and as you looked at it, with local time in the digital display in one corner of the screen. Kotka was another world but she saw it in its reality, its hours, its minutes and its seconds. She imagined the possibility of someone masturbating in front of that image, the appearance of a car on the road to Kotka in the middle of the night. She felt like laughing. She was chopping firewood. Every day she set aside some time for Kotka's webcam. She did not know the meaning of this take but took it as an act of widespread poetry. She liked her downtime more than anything else. They emptied her mantas and made her feel the profound silence of other places, the mystery of being able to see on the other side of the world a place devoid of everything except that road that was approaching and moving away, two simultaneous realities, while the numbers in the digital displays changed with a strange empty urgency, seconds advanced towards the minute, minutes climbed towards the hour, and she sat and watched, waiting for a car to briefly take shape on the road."

"Smise di ascoltare le previsioni del tempo. Prendeva il tempo come veniva, pioggia gelida e giornate ventose e le grandi gobbe dei massi sui declivi, simili a emblemi di clan pulsanti di luce temporalesca e storia e tempo. Faceva a pezzi legna da ardere. Passava ore allo schermo del computer a guardare in rete la ripresa dal bordo di una strada a due corsie in una città della Finlandia. Era notte fonda a Kotka, in Finlandia, e lei guardava lo schermo. Era interessante perché accadeva in quel momento, mentre lei era seduta lì, e perché accadeva ventiquattr'ore al giorno, niente facce, solo macchine che entravano e uscivano da Kotka, oppure semplicemente la strada vuota nei tempi morti. I tempi morti le piacevano più di ogni altra cosa. Restava seduta a guardare lo schermo. Era irresistibile, abbastanza reale da resistere al fatto che non succedesse nulla. Traeva forza proprio da quel fatto. Erano le tre del mattino, a Kotka, e lei aspettava l'arrivo della prima macchina – senza chiedersi chi la occupasse. Era semplicemente Kotka. Era il senso di organizzazione, un luogo limitato da una cornice fissa, così com'era e così come lo guardavi, con l'ora locale nel display digitale in un angolo dello schermo. Kotka era un altro mondo ma lei lo vedeva nella sua realtà, nelle sue ore, nei suoi minuti e nei suoi secondi. Immaginò la possibilità che qualcuno si masturbasse davanti a quell'immagine, l'apparizione di una macchina sulla strada per Kotka nel cuore della notte. Le venne voglia di ridere. Faceva a pezzi legna da ardere. Tutti i giorni riservava un po' di tempo alla webcam di Kotka. Non conosceva il significato di questa ripresa ma la prendeva come un atto di poesia diffusa. I tempi morti le piacevano più di ogni altra cosa. Le svuotavano la mante e le facevano sentire il silenzio profondo di altri luoghi, il mistero di riuscire a vedere all'altro capo del mondo un luogo spoglio di tutto tranne quella strada che si avvicinava e si allontanava, due realtà simultanee, mentre i numeri nel display digitale cambiavano con una strana urgenza vuota, i secondi avanzavano verso il minuto i minuti si arrampicavano verso l'ora, e lei restava seduta a guardare, in attesa che una macchina prendesse brevemente forma sulla strada."



"[...] consider time differently. Stop it, or prolong it, or open it up. Make a still life that is alive, not painted. When time stops, we do the same. We don't stop, but we become disarmed, insecure. I don't know. In a dream, or when you have a high fever, or when you take drugs or feel depressed. Time seems to slow down, doesn't it?
Or even stop. What remains? Who stays? "

"[...] considerare il tempo in modo diverso. Fermarlo, o prolungarlo, o spalancarlo. Fare una natura morta che sia viva, non dipinta. Quando il tempo si ferma, noi facciamo altrettanto. Non ci fermiamo, ma diventiamo disarmati, insicuri. Non so. In sogno, o quando si ha la febbre alta, o quando ci si droga o ci si sente depressi. Il tempo sembra rallentare, no?
O addirittura fermarsi. Che cosa rimane? Chi rimane?"

References

Jeff Wall. Soldati morti parlano. Visione dopo un’imboscata a una pattuglia dell’Armata Rossa vicino a Moqor, Afghanistan, inverno 1986, 1992
Alighiero Boetti. Cimento dell'armonia e dell'invenzione, Insicuro Noncurante, 1966-75
Kenya Hara ...
Agnes Martin. Mountain, 1960, Summer, 1964
Giorgio Griffa. Linee orizzontali, 1974
Paul Klee. Diaries, 1898-1918, Univ of California Pr, 1961
Susan Sontag. Davanti al dolore degli altri, Mondadori, 2006


21/01/2021 — Intermission - I

Indagini sul campo intorno al Monte Oliveto - sezione video

Field surveys around Monte Oliveto - video section

Asciano

May, 2006

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