La natura delle cose ama celarsi

Paper, fabric, resonant object, 21 x 30 cm - 2019



"The nature of things loves to hide" is a research path in perpetual becoming, in which the dynamics of massification and accumulation of the processes of creation and fruition are faced, in relation to the inevitable impermanence that unites everything. Necessity, experience, attention, memory, oblivion, presence, cancellation, and abandonment are some of the aspects investigated through intermediate and transitory works, characterised by a common critical thought towards the dispersion derived from contemporary media collapse.

“La natura delle cose ama celarsi” è un percorso di ricerca in perpetuo divenire, in cui vengono affrontate le dinamiche di massificazione e accumulo dei processi di creazione e fruizione poste in relazione con l'inevitabile impermanenza che accomuna ogni cosa. Necessità, esperienza, attenzione, memoria, oblio, presenza, annullamento, abbandono sono alcuni degli aspetti indagati attraverso opere intermediali e transitorie, connotate da un comune pensiero critico nei confronti della dispersione derivata dal collasso mediatico contemporaneo.




Piccolo vetro

Glass, stone, speaker, 21 x 30 cm - 2019


References

Raymond Murray Schafer. The Tuning of the World, Knopf, 1977
Eraclito. Frammenti, Marcos y Marcos, 1996
Georg Grimm. Gli Insegnamenti del Buddha, Mediterranee edizioni, 1994
Vito Sorbello. Arthur Rimbaud, Non sono venuto qui per essere felice - Corrispondenza, Aragno, 2014
Marcel Duchamp. Ingegnere del tempo perduto, Abscondita, 2009
John Cage. Silenzio, Shake, 2008
Don Delillo. Body Art, Einaudi, 2001
Goffredo Parise. I sillabari, Adelphi, 2006
Robert Walser. Poesie, Casagrande, 2019
Gilles Clément. Breve trattato di arte involontaria, Quodlibet, 2019
Alighiero Boetti. Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo, 1974

Transient Mobiles



Monophonic devices for ephemeral compositions

The Transient Mobile is a portable monophonic device with an anonymous and inert appearance, which appears to be similar to a stone stele without ornaments in this first version. Each multiple integrates a device that preserves within it unique sounds of which there is no duplicate, different from each other in quality, organisation and duration. Stimulated by tactile action, the device starts reproduction in the form of vibration, making the sounds audible to the individual user through their skeletal system, which, thus, becomes a means of conduction. Playback starts and continues until released. At the next contact, listening will restart from where it was interrupted. There are no outputs or volume adjustments as there is no way to temporally move in the playback of the track which after its conclusion cannot be heard again.



Dispositivi monofonici per composizioni effimere

Il Transient Mobile è un device monofonico portatile dall'aspetto anonimo e inerte, che in questa sua prima versione appare simile a una stele di pietra priva di ornamenti. Ciascun multiplo integra un dispositivo che conserva al suo interno suoni unici dei quali non esiste alcun duplicato, diversi tra loro per qualità, organizzazione e durata. Stimolato da un'azione tattile il dispositivo avvia una riproduzione in forma di vibrazione, rendendo i suoni udibili dal singolo fruitore attraverso il proprio apparato scheletrico che diventa così mezzo di conduzione. La riproduzione inizia e prosegue fino al rilascio. Al successivo contatto l'ascolto ripartirà da dove lo si era interrotto. Non ci sono output o regolazioni di volume, come non c'è modo di muoversi temporalmente nella riproduzione della traccia che dopo la sua conclusione non potrà essere ascoltata di nuovo.


The fruition, therefore, takes place and lasts only "in the moment" and the only adjustable parameters are the choice of the place and the disposition of the listener. At the end of the experience, the object and its content will remain, created in such a way as to make any type of extractive intervention unsuccessful and destructive. What has been heard can, hence, only be evoked through the memory of the experience in ways preferred by the user, with the possibility of accepting and integrating some indications suggested by the author.

La fruizione quindi avviene e dura soltanto "nel momento" e i soli parametri regolabili sono la scelta del luogo e la disposizione di chi ascolta. Al termine dell'esperienza rimarrà l'oggetto e il suo contenuto, realizzato in modo da rendere fallimentare e distruttivo ogni tipo di intervento estrattivo. Ciò che si è ascoltato potrà quindi essere solo evocato attraverso il ricordo dell'esperienza nelle modalità preferite dal fruitore, con la possibilità di accogliere e integrare alcune indicazioni suggerite dall'autore.



References

Laurie Anderson. Handphone Table, Museum of Modern Art, 1977
Stanley Kubrick. 2001 odissea nello spazio, 1968
Edvard Munch. Melancholy, 1893
Edvard Munch. Evening Melancholy, 1896
Gérard de Saint-Jean. Saint John the Baptist in the Wilderness, 1490 c.a.
Albrecht Dürer. Melencolia I, 1514
Auguste Rodin. Il Pensatore, 1902

Grisaille




Polyrhythmic monochromes and irregular surfaces

Neutral colour par excellence and unique to be complementary to itself.
Based on the light it is possible to identify 16 shades. Colour of the absence of stimuli and anonymity, but also of strong inner balance.
Motionless without movement or sound.
Self-protection, detachment, and introspection. Take time.
Stone colour. Achromatic colour. It is not an occupied territory but a border, a border between different areas. Absence of emotion, close relationship with the stone revered for millennia in particular by the Celts, Native Americans and Japanese.
Stones to circumscribe a sacred space, the first material on which man wrote, he erected places of worship, reduced to dust to obtain particular colours.
The middle way. The colour of the point of view, changes meaning according to how we look at it, lends itself to being a stopping point, to observe the surrounding world. A moment to take a breath.
A suspended moment, of waiting, necessary to turn off the conditioning.
And understand the heart.


Monocromi poliritmici e superfici irregolari

Colore neutro per eccellenza e unico ad essere complementare a se stesso.
In base alla luce è possibile individuarne 16 gradazioni. Colore dell'assenza di stimoli e dell'anonimato, ma anche del forte equilibrio interiore.
Immobile senza movimento né suono.
Autoprotezione, distaccamento, introspezione. Prendere tempo.
Colore della pietra. Colore acromatico. Non è un territorio occupato ma una frontiera, un confine tra zone diverse. Assenza di emozione, stretto rapporto con la pietra venerata per millenni in particolare da Célti, Nativi d'America e Giapponesi.
Pietre per circoscrivere uno spazio sacro, primo materiale su cui l'uomo ha scritto, ha eretto luoghi di culto, ridotta in polvere per ottenere particolari colori.
La via di mezzo. Il colore del punto di vista, muta il significato a seconda di come lo guardiamo, si presta ad essere un punto di sosta, di osservazione del mondo circostante. Un momento per prendere respiro.
Un momento sospeso, di attesa, necessario per spegnere i condizionamenti.
E capire il cuore.



Der Bau



"I have erected the den and it seems to have come out well. From the outside, in truth, you can only see a large hole which in reality leads to nowhere".

“It's nothing, I think no one but me would hear it, but I hear it more and more distinctly with my ear made more sensitive by the exercise; although in reality it is the same noise everywhere, how can I convince myself by making comparisons. It doesn't even become louder, I realise when I am in the middle of the gallery without eavesdropping through the wall. So, just making an effort or even concentrating, more than hearing the murmur of a sound".


"Ho assestato la tana e pare sia riuscita bene. Dal di fuori, in verità, si vede soltanto un gran buco che però in realtà non porta in nessun luogo".

"Non è niente, penso che nessuno tranne me lo udrebbe, lo sento però sempre più distintamente con l’orecchio reso più sensibile dall’esercizio; benché in realtà si tratti dappertutto del medesimo rumore, come posso convincermi facendo confronti. Non diventa neanche più forte, me ne rendo conto quando sto nel mezzo della galleria senza origliare proprio alla parete. Allora, solo facendo uno sforzo o addirittura concentrandomi, più che sentire indovino il soffio di un suono".








References

Franz Kafka. La Tana, SE, 2017
I. J. Bear and R. G. Thomas. Nature of argillaceous odour, Nature, 1964
Valentino Baldi. Nella tana dell’inconscio. Una lettura psicoanalitica di un racconto di Kafka, Allegoria, 2012

Aderenze












 

In condizione d'ascolto

In listening condition

Marble and clay

2020

Expressing in words what I am chasing
before it escapes among the infinite possible visions
would cause it to die instantly.
The aura would be disrupted, the necessity lost.
Everything would be traced back to an empty and superfluous statement of facts.
Although, it falls apart over time, it cannot be explained.

It cannot be explained.

Esprimere a parole ciò che inseguo
prima che sfugga tra le infinite visioni possibili
ne provocherebbe la morte sul colpo.
Ne sarebbe disgregata l'aura, persa la necessità.
Tutto sarebbe ricondotto a una vacua e superflua esposizione dei fatti.
Malgrado col tempo si sfaldi non si può spiegare.

Non si può spiegare.

Installations / Accumulations

Cava Nardini, Vellano (PT)

The beginning coincided with a listening disposition fed by a pulsation despite everything. Welcome the wait, submit to the chance to reveal the self and its obsessions. Believing in spells and good fortune without looking for symbolic meanings that hinder and indeed prevent poetry and mystery. Balanced on the threshold of the impossibility of returning projected towards an unknown future.
The boulder hides voice, water, fire; silent and still, it conceals a flow of springs and a blaze of fires.

L'inizio ha coinciso con la disposizione all'ascolto alimentato da una puls(az)ione nonostante tutto. Accogliere l'attesa, sottomettersi al caso per rivelare l'io e le sue ossessioni. Credere negli incantesimi e nella buona sorte senza ricercare significati simbolici che ostacolano e anzi impediscono la poesia e il mistero. In equilibrio sulla soglia del'impossibiltà del ritorno proiettati verso un futuro sconosciuto.
Il macigno nasconde voce, acqua, fuoco; muto e fermo cela uno scorrere di sorgenti e un divampare di fuochi.

Pursuing what escapes and cannot be grasped. Reality is where it gets stuck.
An ode to the breakup.

Inseguire ciò che sfugge e non può essere afferrato. La realtà è dove si inceppa.
Un' ode alla rottura.

In a poem Mayakovsky repeats for a page and a half

In una poesia Majakovskij ripete per una pagina e mezzo

Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac

.. and that day, hearing the sound of bamboo hit by a stone, I forgot everything. The ideas that crowded my mind have vanished, the twisted thoughts have dissolved.

...e quel giorno, sentendo il rumore di un bambù urtato da un sasso tutto ho dimenticato. Le idee che mi affolavano la mente sono svanite, si sono dissolti i pensieri contorti.

Il passato è il principio del nuovo

The past is the beginning of the new

Slide from photographic printing

2000-2020

The light of reverie is sacred.

Our memories are divine images because memory is not subject to the ordinary laws of time and space. Assembling pre-existing fragments to bring out new temporal orders. Avoid as much as possible a choice of meanings, so as to be able to use the means of expression as they are, with their infinite possibilities of signification.

La luce delle fantasticherie è sacra.

I nostri ricordi sono immagini divine perché la memoria non è soggetta alle leggi ordinarie del tempo e dello spazio. Assemblare frammenti preesistenti per far emergere nuovi ordini temporali. Evitare per quanto possibile una scelta di significati, così da poter usare i mezzi espressivi come sono, con le loro infinite possibilità di significazione.

Abandoning oneself to chromatic mutations, dissipating all knowledge, every story project, staying outdoors, in a summer fog or under the first snow, it's like believing that there is a symbiosis between the spirit and natural reality.

Abandoning oneself to chromatic mutations, dissipating all knowledge, every story project, staying outdoors, in the summer fog or under the first snow, is like believing that there is a symbiosis between the spirit and natural reality.

Klasto

Serena stone slab

2019

And from gray an apparition of suggestions, an encounter between history, places, matter, symbol, and metaphor. The dialogue with the environmental and physical sound around it, of the people and of the surfaces that shape it. There exists in the life of man a suffering indissolubly associated with being a changing compound of aggregates in the world. Examining the grains of sand in an hourglass is the only way available to man to perceive time as lived and not abstract.The macigno stone, stratified sand made compact by the millenary temporal processes, has become an instrument, pretext and substance of knowledge and imagination. Matter with autonomous, evident and significant intelligence.

E dal grigio un'apparizione di suggestioni, un incontro tra storia, luoghi, materia, simbolo, metafora. Il dialogo con il suono ambientale e fisico intorno, delle persone e delle superifici che lo modellano. Esiste nella vita dell'uomo una sofferenza associata indistricabilmente all'essere nel mondo un mutevole composto di aggregati. Controllare i granelli di sabbia di una clessidra è l'unico modo a disposizione dell'uomo per percepire il tempo come vissuto e non astratto. La pietra serena, sabbia stratificata e resa compatta dai processi temporali millenari è diventata strumento, pretesto e sostanza di conoscenza e immaginazione.Materia dall'intelligenza autonoma, evidente e significante.

Suggest the importance of being. Summoning without stating.
Always referring to the threshold. There is no resolution, but continuous tension.
Stimulating active memories to trigger impermanent, but conscious traces.

Suggerire l'importanza dello stare. Evocare senza dichiarare.
Rimandare sempre alla soglia. Non c'è risoluzione ma continua tensione.
Stimolare ricordi attivi per innescare tracce impermanenti ma consapevoli.


References

Bruno Corà. Collezione Burri, Fondazione Palazzo Albizzini, 2014
Emmanuel Carrère. Io sono vivo voi siete morti, 2012
Menoventi. L'incidente è chiuso, 2019
Nyogen Senzaki, Paul Reps. 101 storie ze, Adelphi, 1973
Charles Simic. Il cacciatore di immagini, Adelphi, 2005
Yves Bonnefoy. Edward Hopper. La Fotosintesi dell'essere, Abscondita, 2018
Ernst Jünger. Al muro del tempo, Adelphi, 2019



"Down there, underwater, the disintegration process is the only force in progress. But here on land, once the cathedral is recovered, there will be other forces that will not work in a disintegrating sense; forces of reparation, of renewal. Forces that will build, that will recompose, that will create forms, and in your case, Mr. Fernwright, that will restore. That is why you are so necessary. It is you, along with all the others, who with your work, will be able to prevent the disintegration process. Do you understand, Mr. Fernwright? "

"Laggiù, sott’acqua il processo di disgregazione è l’unica forza in atto. Ma qui sulla terraferma, una volta recuperata la cattedrale, ci saranno altre forze che non opereranno in senso disgregativo; forze di riparazione, di rinnovamento. Forze che costruiranno, ricomporranno, creeranno forme, e nel suo caso, Mr. Fernwright, restaureranno. È per questo che lei è così necessario. È lei, insieme a tutti gli altri, che col suo lavoro, potrà prevenire il processo disgregativo. Capisce, Mr. Fernwright?”


Atelier nomade: prima apertura su Jitsi

Nomadic atelier: first opening on Jitsi

NUB / Buonfanti42

15/12/2020

Rough cut-up from the call


[...] I don't know anyone in Udine unfortunately I have to go soon because I have a meeting too many words I don't have anything prepared working on audio excerpts decomposed debris the lotus flower comes from the mud you made me think many short circuits but I have to go m. she swabbed here it is pouring and I have to go to pick her up at the station in less than 20 I have not seen the sun for 10 days the auditorium of Rome Antoniano in Bologna and then Saint Antimo an added organ a spectrum of action materials conductors of sound obstacles to shape the sound not according to a predetermined taste but by welcoming the intelligence of the matter in the need to touch and from the contact of the sound that crosses the matter and comes out modified codifying and organising giving shape to obsessions already beyond the form of liberation [...]

[...] io non conosco nessuno a udine purtroppo tra poco devo andare perché ho una riunione troppe parole non avere niente di preparato lavorare su stralci audio detriti scomposti il fior di loto nasce dal fango mi hai fatto pensare molti cortocircuiti ma devo scappare m. ha fatto il tampone qui sta diluviando e devo andare a prenderla in stazione alle meno venti non vedo il sole da 10gg l’auditorium di roma l’antoniano a bologna e poi sant’antimo un organo aggiunto un raggio d’azione materiali conduttori di suono ostacoli per modellare il suono non secondo un gusto predeterminato ma accogliendo l’intelligenza della materia nel bisogno di toccare e dal contatto del suono che attraversa la materia e ne esce modificato codificare e organizzare dare forma alle ossessioni già oltre la forma di liberazione [...]

Indagini sul campo intorno all'Abbazia di Sant'Antimo - sezione foto

Field surveys around the Abbey of Sant'Antimo - photo section

Castelnuovo dell'Abate (Montalcino)

May, 2006



Trying to give shape to the obsessions, while the evocation has imposed itself on the finished form. Having overcome the concept of the user as a completion of the work, we should today consider the hypothesis that artist, work and user coincide and that this relationship can continue to exist and change over time. We are means, interfaces, passages, connecting bridges that favor a determined and involved flow of places, spaces, faces, times in continuous dynamic tension.

Trying to give shape to obsessions while evocation has imposed itself on the finished form. Having overcome the concept of the user as a completion of the work, we should now consider the hypothesis that the artist, work and user coincide and that this relationship can continue to exist and transform over time. We are means, interfaces, and passages, connecting bridges that favour a determined and involved flow of places, spaces, faces, and times in continuous dynamic tension.


The process of creation is already in itself a pulsating work; the navigations that lead to certain landings, from which new goals arise, expand and retreat like tides in a perpetual becoming. In this sense, obsession and the very concept of a "final product" should no longer be taken into consideration because there is neither one nor the end. Instead, what matters is deciding when, in what form and for how long to share something. The final result, the final product in whatever form is proposed, and must not be confused with the aim, which has as its objective that of triggering future relational actions, born spontaneously from active memories arising from the experience of those who have lived the work.

Il processo di creazione è già di per sè opera pulsante; le navigazioni che portano a certi approdi, da cui scaturiscono nuove mete, si espandono e si ritirano come le maree in un perpetuo divenire. In questo senso l'ossesione e il concetto stesso di "prodotto finale" non andrebbero presi più in considerazione perché non esiste una o la fine. Ciò che importa invece è decidere quando, in che forma e per quanto condividere qualcosa. Il risultato finale, il prodotto finale in qualunque forma lo si proponga, non deve confondersi con il fine, che ha come obbiettivo quello di innescare future azioni relazionali, nate spontaneamente da ricordi attivi scaturiti dall'esperienza di chi ha vissuto l'opera.


Partitura entropica

Entropic score

Old drawings burned on canvas

2020

Detachment, abandonment
Leaving time, creating space

From micro to macro
The incredible exists because it exists
The sounds of the world create events that you don't usually hear
Life that evokes itself Extended instants, in space
in time Incisive and transitory traces

Distacco, abbandono
Lasciare tempo, creare spazio

Dal micro al macro
L'incredibile esiste perché esiste
I suoni del mondo creano eventi che non si è soliti sentire
Vita che evoca se stessa
Istanti estesi, nello spazio, nel tempo
Tracce incisive e transitorie


References

P. K. Dick. Gù nella cattedrale, La Tribuna, 1979
Wim Wenders. Room 666, 1982
Laurie Anderson. Big Science, 1982
Paolo Rosa. Il mnemonista, 2000


Accumulation - I

2019 / 2020



Not what you look at or hear, but what you see and hear.
Here, it is not created, it is found.
In this we admit anything as a raw material;

a mechanism that is an inexhaustible and self-generating structure of thought,
disconnected from subjective schemes.

Beauty is the impossible that suddenly comes true.

Go out into the garden without referring to any practice with the utmost delicacy you will soon become a piece of neutral-colored paper it would be enough for you to represent the roundness of this material vigour and efficacy as smooth as possible and from a distant window a chant with a woman's voice in a dead language, but it doesn't make much difference - the ritual, no matter how private, is by definition interminable.

Non ciò che si guarda o si ascolta ma ciò che si vede e si sente.
Qui non si crea, si trova.
In questo ammettiamo qualsiasi cosa come materia prima;
un meccanismo che è struttura di pensiero inesauribile e autogenerante,
slegato da schemi soggettivi.

La bellezza è l'impossibile che improvvisamente si s'avvera.

esci in giardino senza far riferimento a nessuna pratica con la massima delicatezza diventerai ben presto un pezzo di carta di tinta neutra ti basterebbe rappresentare la rotondità di questa materia vigore ed efficacia quanto più levigato possibile e da un finestra lontana una nenia con voce di donna in una lingua morta ma non fa molta differenza - il rito, non importa se privato, è per definizione interminabile


Ritratto e autoritratti / Relazioni e accostamenti

Portrait and Self-Portraits / connections and combinations

b/n, 35mmm

Carvoeiro, 2002 - Copenaghen, 2000 - Milano, 1996

It is difficult, but necessary to remain clearly present in our time, trying not to interpret my work or deluding myself that it should not concern me. But what is my time? A time then in which memory appears eternal to us, preserved in vertigo of accumulations that transform us into living databases but deprived of direct experience and active memories. We live with the constant possibility of bringing the past back to the present in a few quick swipes of fingers, but the problem arises when that past, which often has not yet ended, remains physically alive in the present. So when does the future come? And then why should we want a future that seems to be nothing more than the repetition of what has already been experienced? Would it not seem like being trapped in a present that does not exist, in which nothing appears authentic anymore?

What is the time we live made of? About the way we live it?

Difficile ma necessario restare lucidamente presenti in questo nostro tempo, cercando di non interpretare il mio lavoro o illudendomi che la cosa non mi debba riguardare. Ma qual è il mio tempo? Un tempo poi in cui la memoria ci appare eterna, conservata in vertigini di accumuli che ci tasformano in database viventi ma privati di un vissuto diretto e di ricordi attivi. Viviamo con la possibilità costante di riportare il passato al presente in poche e rapide strisciate di dita, ma il problema si presenta quando quel passato, che spesso non si è ancora concluso, rimane fisicamente vivo nel presente. Quando arriva quindi il futuro? E poi perché si dovrebbe desiderare che arrivi un futuro che non sembra essere altro che la ripetizione di ciò che è già stato vissuto? Non sembrerebbe di ritrovarsi intrappolati in un presente che non esiste, in cui niente appare più autentico?

Di cosa è fatto il tempo che viviamo? Del modo in cui lo viviamo?


Atelier nomade: esplorationi

Nomadic atelier: explorations

Vellano, cava Nardini

31/12/2020

"SHe stopped listening to the weather forecast. SHe took the weather as it came, freezing rainy and windy days and the great humps of the boulders on the slopes, like clan emblems pulsing with stormy light and history and time. SHe was chopping firewood. She spent hours online on her computer screen watching the footage from the edge of a two-lane highway in a town in Finland. It was late at night in Kotka, Finland, and she was staring at the screen. It was interesting because it was happening at that moment, while she was sitting there, and because it happened twenty-four hours a day, no faces, just cars going in and out of Kotka, or just the empty street in her downtime. She liked downtime more than anything else. She sat and watched. It was irresistible, real enough to resist the fact that nothing happened. She drew strength from that fact. It was three in the morning, in Kotka, and she waited for the first car to arrive - without asking who occupied it. It was simply Kotka. It was the sense of organisation, a place limited by a fixed frame, as it was and as you looked at it, with the local time in the digital display in the corner of the screen. Kotka was another world but she saw it in its reality, in its hours, in its minutes and in its seconds. She imagined the possibility of someone masturbating in front of that image, the appearance of a car on the road to Kotka in the middle of the night. She felt like laughing. She was chopping firewood. Every day she put aside some time for Kotka's webcam. She did not know the meaning of this revival but took it as an act of widespread poetry. She liked her downtime more than anything else. They emptied her mind and made her feel the profound silence of other places, the mystery of being able to see on the other side of the world a place devoid of everything except that road that approached and receded, two simultaneous realities, while the numbers in the digital display changed with a strange empty urgency, seconds moved towards the minute, minutes climbed towards the hour, and she sat and watched, waiting for a car to briefly take shape on the road."

"Smise di ascoltare le previsioni del tempo. Prendeva il tempo come veniva, pioggia gelida e giornate ventose e le grandi gobbe dei massi sui declivi, simili a emblemi di clan pulsanti di luce temporalesca e storia e tempo. Faceva a pezzi legna da ardere. Passava ore allo schermo del computer a guardare in rete la ripresa dal bordo di una strada a due corsie in una città della Finlandia. Era notte fonda a Kotka, in Finlandia, e lei guardava lo schermo. Era interessante perché accadeva in quel momento, mentre lei era seduta lì, e perché accadeva ventiquattr'ore al giorno, niente facce, solo macchine che entravano e uscivano da Kotka, oppure semplicemente la strada vuota nei tempi morti. I tempi morti le piacevano più di ogni altra cosa. Restava seduta a guardare lo schermo. Era irresistibile, abbastanza reale da resistere al fatto che non succedesse nulla. Traeva forza proprio da quel fatto. Erano le tre del mattino, a Kotka, e lei aspettava l'arrivo della prima macchina – senza chiedersi chi la occupasse. Era semplicemente Kotka. Era il senso di organizzazione, un luogo limitato da una cornice fissa, così com'era e così come lo guardavi, con l'ora locale nel display digitale in un angolo dello schermo. Kotka era un altro mondo ma lei lo vedeva nella sua realtà, nelle sue ore, nei suoi minuti e nei suoi secondi. Immaginò la possibilità che qualcuno si masturbasse davanti a quell'immagine, l'apparizione di una macchina sulla strada per Kotka nel cuore della notte. Le venne voglia di ridere. Faceva a pezzi legna da ardere. Tutti i giorni riservava un po' di tempo alla webcam di Kotka. Non conosceva il significato di questa ripresa ma la prendeva come un atto di poesia diffusa. I tempi morti le piacevano più di ogni altra cosa. Le svuotavano la mante e le facevano sentire il silenzio profondo di altri luoghi, il mistero di riuscire a vedere all'altro capo del mondo un luogo spoglio di tutto tranne quella strada che si avvicinava e si allontanava, due realtà simultanee, mentre i numeri nel display digitale cambiavano con una strana urgenza vuota, i secondi avanzavano verso il minuto i minuti si arrampicavano verso l'ora, e lei restava seduta a guardare, in attesa che una macchina prendesse brevemente forma sulla strada."



"[...] consider time in a different way. Stop it, or prolong it, or open it wide. Do a still life that is alive, not painted. When time stops, we do the same. We do not stop, but we become disarmed, and insecure. I do not know. In a dream, or when you have a high fever, or when you take drugs or feel depressed. Time seems to slow down, does it not?
Or even stop. What remains? Who stays?"

"[...] considerare il tempo in modo diverso. Fermarlo, o prolungarlo, o spalancarlo. Fare una natura morta che sia viva, non dipinta. Quando il tempo si ferma, noi facciamo altrettanto. Non ci fermiamo, ma diventiamo disarmati, insicuri. Non so. In sogno, o quando si ha la febbre alta, o quando ci si droga o ci si sente depressi. Il tempo sembra rallentare, no?
O addirittura fermarsi. Che cosa rimane? Chi rimane?"

References

Jeff Wall. Soldati morti parlano. Visione dopo un’imboscata a una pattuglia dell’Armata Rossa vicino a Moqor, Afghanistan, inverno 1986, 1992
Alighiero Boetti. Cimento dell'armonia e dell'invenzione, Insicuro Noncurante, 1966-75
Kenya Hara ...
Agnes Martin. Mountain, 1960, Summer, 1964
Giorgio Griffa. Linee orizzontali, 1974
Paul Klee. Diaries, 1898-1918, Univ of California Pr, 1961
Susan Sontag. Davanti al dolore degli altri, Mondadori, 2006


Indagini sul campo intorno al Monte Oliveto - sezione video

Field surveys around Monte Oliveto - video section

Asciano

May, 2006

Accumulation - II

2020 / 2021


Among the last suppers
souvenirs
poor recreations
and blues of solitude
I take shape from my fall
I escape from keeping up the pace
I crumble adrift in my solitary concert of hell.

Tra ultime cene
souvenirs scadenti
intervalli ricreativi
e blues della solitudine
prendo forma dalla mia caduta
mi sottraggo dal tenere il passo
mi sgretolo alla deriva
nel mio solitario concerto di inferni



Atelier nomade: esplorationi

Nomadic atelier: explorations

Vellano, cava Nardini

31/12/2020

References

Federico Tavan. Cràceles cròceles, Olmis, 2003
Astorri Tintinelli. Il sogno dell'arrostito
Menoventi. L'uomo della sabbia
Robert Walser. Verso il bianco, Exòrma, 2019


Accumulation - III

2000 / 2011


What I have lived I have forgotten as if I had heard it distractedly.
I do not remember what I will be as if I had heard and forgotten it.
It is not in the vast fields or large gardens that I see spring coming,
but in the sparse poor trees of a town square.
Among the roads, where the puddles sleep like swamps in the countryside,
and the clear cheerfulness that cools at the top there is a contrast
which makes dirty streets pleasant
and the dull winter sky in spring.

Ciò che ho vissuto l’ho dimenticato come se l’avessi sentito distrattamente.
Ciò che sarò non me lo ricordo come se l’avessi sentito e dimenticato.
Non è nei vasti campi o nei grandi giardini che vedo arrivare la primavera,
ma nei radi alberi poveri di una piazzetta di città.
Fra le strade, dove le pozzanghere dormono come acquitrini di campagna,
e l’allegria chiara che si raffredda in alto c’è un contrasto
che rende piacevoli le strade sporche
e primaverile il cielo opaco d’inverno.


...e si scioglie al sole

Nomadic atelier: memories

North Italy

31/12/2003

References

Bernardo Soares. Il libro dell'inquietudine, Feltrinelli, 2001


Il segno è già nel gesto che non lascia traccia se non nella memoria. Il segno, traccia visibile e duratura di un gesto, ne conserva la natura dinamica di concentrazione e di energia, in una nuova e ambigua dimensione spazio-temporale: possiamo vedere un segno o un insieme di segni come istantanea apparizione, ma anche ripercorrerne il processo temporale di formazione. Collegare il segno al gesto. Il segno come anello visibile di una struttura più ampia e complessa. Segno come risultante necessaria di un modo di essere tra il razionale e l’irrazionale. I segni si costruiscono nei rapporti tra intenzioni, tempo e spazio. Un insieme di situazioni, di provocazioni e tendenze, che hanno il loro modo significante di attuarsi. Segni che si comportano nel modo in cui si comporta chi li fa e si presentano come una necessità continuamente ridefinita. Una continua ricerca di un metodo, teso tra ciò che è verificabile e ciò che è inafferrabile.

References

Guido Strazza. Il gesto e il segno. Tecnica dell'incisione, Apeiron, 2016



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